La bottega dei saperi e dei sapori della legalità

La Bottega della Legalità Il G(i)usto di Calabria è intitolata a Dodò Gabriele, un ragazzino innocente di Crotone ucciso in un campetto di calcio durante un raid della ‘ndrangheta crotonese. Nasce nel 2011 è gestita da I-Chora. Il nome della cooperativa è tratto dal greco “chora” che vuol significa “tratto di terra”. La cooperativa è una terra, tra il nord e il sud Italia, dove s’incontrano culture e tradizioni diverse e si intrecciano relazioni significative, con lo sguardo rivolto al futuro.

Il G(i)usto di Calabria  mette in vendita i prodotti ricavati dai terreni confiscati alla mafia: vino, olio e farina di ceci e tanti altri alimenti biologici. Tra gli scaffali si possono trovare i pacchi di pasta che vengono prodotti nella ex-proprietà di Provenzano, l'olio di Castelvetrano delle terre di Matteo Messina Denaro, i vasetti di peperoncino provenienti dai terreni sequestrati in Calabria ai Mammoliti e Piromalli, il vino Cento Passi prodotto nel corleonese, i pomodorini secchi prodotti sui terreni della Sacra Corona Unita. Prodotti di ottima qualità anche perchè, dentro, c'è il sudore, la passione e il coraggio dei ragazzi delle cooperative che hanno detto "No alla mafia" e che ogni giorno, superando mille difficoltà, lavorano la terra e lottano contro le mafie.

Il percorso Libera Terra

Libera Terra è uno dei tanti percorsi resi possibili dalla Legge n. 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, la cui approvazione è stata fra le prime scommesse di Libera, che in suo favore raccolse oltre un milione di firme. Oggi il marchio identifica otto cooperative sociali che gestiscono strutture produttive e centinaia di ettari di terreno sottratti alla criminalità organizzata in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania, creando occasioni di sviluppo e occupazione. Le cooperative, aperte attraverso bando pubblico, danno lavoro anche a persone segnate da fragilità. Libera Terra nasce con l’obiettivo di valorizzare territori stupendi ma difficili, partendo dal recupero sociale ed economico dei beni confiscati per ottenere prodotti di alta qualità attraverso metodi rispettosi dell’ambiente e della dignità della persona. Inoltre, svolge un ruolo attivo sul territorio, coinvolgendo altri produttori che condividono gli stessi principi e promuovendo i metodi dell’agricoltura biologica. Doppio il valore di queste iniziative: materiale da un lato, con la nascita di circuiti economici puliti, equi, trasparenti, e di nuovi posti di lavoro; etico e sociale dall’altro, perché trasformano ricchezze illecite ed esclusive in beni condivisi, pubblici, usati a vantaggio di tutti.
I vini, la pasta, i legumi, l’olio d’oliva extravergine, il miele, le conserve e il limoncello sono alcuni dei prodotti realizzati dalle cooperative, per riscoprire i sapori tipici del territorio e valorizzare al tempo stesso le grandi qualità nutrizionali e i profili organolettici delle migliori materie prime provenienti da agricoltura biologica.

Trovate tante altre informazioni sul sito www.libera.it e www.liberaterra.it